Una breve
biografia dell'autore: (da
Wikipedia)
Paolo Cossi nasce a Pordenone nel maggio del 1980. Segue corsi di fumetto con Davide Toffolo, Giorgio Cavazzano, Romeo Toffanetti. Dal '97 tiene corsi di tecnica del fumetto nelle scuole nonché di sensibilizzazione a questo medium. Nel 2002 vince il primo premio al concorso "Jacovitti" che gli permette di frequentare gratuitamente la scuola del fumetto di Milano. Lo stesso anno pubblica per la "Biblioteca dell'immagine" il romanzo a fumetti "Corona, l'uomo del bosco di Erto" e nel 2003 sempre con la stessa casa editrice pubblica il libro "Tina Modotti". Nel 2004 vince il premio ALBERTARELLI dell'ANAFI come miglior nuovo autore italiano. Nel 2005 esce con altri 3 libri: Corona, la montagna come la vita (ed. Biblioteca dell'immagine), Unabomber e Il terremoto del Friuli (ed. Becco Giallo). Nel 2006 pubblica "La storia di Mara" (ed. Lavieri) Nel 2007 esce con "1918, destini d'ottobre" (De Bastiani editore), "Medz yeghern, il grande male" (Hazard edizioni) ed è autore di testi del libro "E tu chi sei?" (Lavieri). Collabora con la rivista ALP dove disegna fumetti brevi su testi di Andrea Gobetti
I suoi fumetti:
2002 - Corona. l'uomo del bosco di Erto, Biblioteca dell'immagine
2003 - Tina modotti, Biblioteca dell'immagine
2005 - Mauro Corona. la montagna come la vita, Biblioteca dell'immagine
2005 - Il terremoto del Friuli, Becco giallo
2005 - Unabomber, Becco giallo
2006 - La storia di Mara, Lavieri
2007 - 1918: DESTINI d'OTTOBRE. Britannici oltre il Piave, Dario De Bastiani Editore
(2007) - (Medz yeghern, Il grande male) (Hazard bedizioni)
Riporto da
ComicUs una breve
intervista riguardante il suo fumetto
Unabomber: (consiglio di visitare il seguente link dove si può trovare un'intervista all'editore e a Gianluca Maconi, altro bravo autore nostro corregionale:
http://www.comicus.it/view.php?section=interviste&id=84)
"Intervista a PAOLO COSSI, autore completo de “Il terremoto del Friuli” e disegnatore di “Unabomber”
Ciao Paolo, e benvenuto su Comicus.it. Abbiamo chiesto all'editore se era d'accordo con questa affermazione:"Il terremoto del Friuli", pur essendo una buona prova, è tutto tranne che "Cronaca Storica". Pur notandosi la documentazione, essa è per la maggior parte destinata alla appendici, lasciando che la storia "mitizzi" il terremoto (in questo caso il sottotitolo "i casi della memoria collettiva" sembra più calzante). Tu che ne pensi?
Paolo Cossi: Credo che in parte abbiate ragione. In realtà il mio ruolo di autore è quello di raccontare storie che mi diano soddisfazione, storie che riescano a regalare emozioni, che coinvolgano. Io creo il "prodotto" poi l'editore lo gestisce come crede più opportuno (lo
cataloga come cronaca storica, cronaca nera...). Credo comunque, se me lo concedete, che, per i friulani, sia più di cronaca storica un libro che gli riporta alla memoria, tramite ricordi forti, ogni minuto del sisma, che non un documento pieno di dati, date e nomi, ormai visto e rivisto
Complimenti per il libro, e soprattutto per la scansione temporale del terremoto (57 secondi-57 vignette).
Paolo Cossi: Grazie lo apprezzo molto.
Credo che il difetto principale del libro (perlomeno se visto come un libro di "cronaca storica") sia una certa latitanza della "cronaca" a favore di un patetismo (nel suo significato etimologico di "ricerca della compassione") sicuramente giustificato, visto il tuo essere vicino ai luoghi e alle persone vittime del terremoto. Sei d'accordo? Credi sia stato un errore?
Paolo Cossi:Il mio intento era proprio quello, come racconto nella prefazione, di raccontare la storia di persone comuni, i loro drammi, i dolori, le paure subito dopo il terremoto. A me interessava raccontare questo, il resto è competenza dell'editore.
Passiamo ad Unabomber. Lì il tuo tratto, pulito e dettagliato nel descrivere i vari attentati di Unabomber, diventa sottile ed essenziale nel descrivere le scene in cui i protagonisti sono gli inquirenti. Perchè questa scelta?
Paolo Cossi: Il segno aiuta molto la narrazione. Dovevo dare l'idea che le operazioni degli inquirenti, della
polizia...insomma dei "buoni" fossero solari, pulite, a differenza dei movimenti di unabomber che si muove in vignette scure, disegnate con pennello scarico e quindi grezze, sporche e confuse
Come è anche scritto nel libro, Unabomber sta per "University Airline Bomber", nome affidato dall'FBI ad un attentatore che per 18 anni terrorizzò gli Stati Uniti. E' una cosa un pò paradossale, non credi? Tanta è stata la voglia di creare un fenomeno mediatico attorno al "nostro" maniaco dinamitardo, che ci si è nemmeno presi la briga di inventargli un nome originale. Quanto ha pesato, dal tuo punto di vista, la spinta mediatica su questi tragici eventi?
Paolo Cossi: Molto, anzi troppo."
Qui su
ubcfumetti un'altra
intervista all'editore Becco Giallo in cui si parla anche della produzione di Paolo Cossi:
http://ubcfumetti.com/interview/?9528Dal sito della
Hazard Edizioni, la descrizione dell'ultima opera di Cossi: (
www.hazardedizioni.it)
Medz Yeghern, il Grande Male è l’espressione con la quale gli armeni nel mondo designano oggi l'epoca dei massacri e delle deportazioni subiti dal loro popolo tra il 1914 e il 1916 da parte del governo e dell’esercito dell’Impero Ottomano.
In questo volume, Paolo Cossi li descrive attraverso tre differnti spunti storici: la figura di Armin T. Wegner, il soldato tedesco che, a rischio della vita e contravvenendo agli ordini ricevuti, con i suoi reportage fotografici rivelò al mondo lo sterminio e le sevizie dei quali gli armeni erano stati vittime; il tentativo di resistenza armena passato alla storia come “i quaranta giorni del Mussa Dagh”; il processo al sopravvissuto armeno Soghomon Tehlirian che, nel 1921, assassinò per vendetta a Berlino, Mehemet Talât pascià, ministro dell’interno dell’Impero ottomano dal 1913 al 1917, poi Gran Visir (1917- 1918), considerato tra i principali responsabili del genocidio e della deportazione degli armeni.
I disegni e la narrazione cruda e asciutta rievocano tutto l’orrore di un martirio che destinò gli armeni a vittime “di tutte le morti possibili”.